Scontro Alemanno-Marino, minestrone di figure patetiche, scontri di etiche, promesse da peripatetiche

giugno 7, 2013

…vinca il peggiore?

Io, come semplice elettore, sono assolutamente inorridito. Non sono giovane ma non ho votato così tanto, forse il 2013 per me è l’anno del ritorno alle urne (pur avendone diritto da 28 anni), da poter avere questa grandissima esperienza in fatto di scelte elettorali. Ma lo scontro/incontro tra Marino e Alemanno, questa sera, è stato veramente uno spettacolo a dir poco … imbarazzante. Gaffe su cultura, promesse da peripatetiche e figure patetiche, propositi ottimi, e tentativi ormai sbiaditi di imbonimento degli elettori…un po’ come quando hai una ciurma di bambini a quali si promette il cioccolato se fanno i compiti e fanno i bravi.alem

Ma allora: è vero che siamo deficienti noi elettori, perché vince chi ha la retorica più fluida? Chi la spara più grossa? Chi mostra meno ignoranza e capacità sintattiche ben farcite di roboanti parole e supercazzole col doppio carpiato? No…perché se così fosse devo dire che mancava di fondo in entrambi i soggetti una piccola semplice cosa: la credibilità, per non pronunciare parole come progettualità. Insomma somma domanda: dobbiamo “accontentarci” ancora una volta, per l’ennesimo quinquennio? Francamente quando si percorrono le strade di Roma, e si vedono dovunque graffiti, o graffiati di selvaggi ovviamente, non si vedono più tute bianche col pennello, pazienza e immensa cultura che curano facciate monumentali, capitelli e testimonianze di una Roma pregna di cultura, nessuna traccia di una restauratore, non vedo vigilanza per i monumenti, vedo sfregi dappertutto disseminati con rabbia, la rabbia selvaggia dei nostri tempi e mi chiedo se fin’ora è stata intrapresa la strada giusta per governare questa città.alem2

Roma non è la città dove la gente deve stare calma e tranquilla perché qualcuno altrimenti si preoccupa di punirla. Roma dovrebbe offrire al romano o a chi a Roma viene anche per un secondo,  la stessa sensazione che offre una persona cara, un figlio, un padre un nipote, un caro amico al limite. Quella sensazione sorella dell’amore per la storia, che emerge per queste bellissime vie, per tutto quello che riesce a raccontare senza parlare….. E invece no! Si è innescata quella sorta di viltà rabbiosa tra uomo e città, che seda e calma solo se si vince perché la si fa grossa: vince chi la ha combinata grossa, chi spacca, sporca, sfregia, imbratta, insulta. Ma chi è debitore? E chi il creditore?marino

… E poi vorrei chiedere ad Alemanno e anche a Marino: se la città veramente è così in dissesto per colpa di altri (il predecessore normalmente, fino ad arrivare a Romolo e Remo…fosse colpa loro in fondo in fondo?)… come mai devono necessariamente concorrere per fare i primi cittadini di questo inferno? Uno poteva godersi lo stipendione da senatore, l’altro ne ha, che per tre vite starà benissimo, ma nella peggiore accanto a Formigoni non si sta così male..e il posto lo garantivano, ma chi glielo fa fare? Io non credo nelle missioni umanitarie in città… Il benessere del romano eccetera… Adesso vorrei soltanto capire a chi dare la fiducia e  ricominciare. Roma è allo stremo.marino2

Ma io penso che il primo cittadino di Roma sarà quel romano che giornalmente presenterà con le braccia aperte rivolte verso la città, la sua bella Roma come se fosse padre e gestore di tanta bellezza, che rispetterà città e cittadini, ospiti e ospitanti. Quello per me sarà il primo cittadino, lo troverò spero sui mezzi pubblici, ormai distrutti, intorno ai monumenti, alle chiese, agli angoli delle strade. Nel mio piccolo posso concorrere soltanto per un bilionesimo, ma non mi sottrarrò nemmeno questa volta,e nemmeno per quel bilionesimo puntino che concorrerò a migliorare e gestire.skytg24

… Tornando adesso a questi due, ma cosa si contendono esattamente? Ho assistito soltanto ad una imbarazzante mostra di incapacità intellettuale. Non voglio immaginare cosa potrà succedere quando uno di loro finirà ovviamente al Campidoglio. Che la lupa lo sbrani al primo errore. Per concludere il mio auspicio, non è tanto che il delegato primo cittadino sia capace di rimontare, pensando che Roma è una città del mondo, ma spero tanto nei romani, perché tutti i romani che mi hanno dolcemente adottato, per me sono tutti primi cittadini. E sono loro che veramente contano e determineranno la riuscita di una risalita vera. Sono loro con cui tutti giorni dovrò fare conto, che dovranno gestire la città. Nel mio piccolo sarò al servizio di tutti quelli che valuteranno qualsiasi sampietrino che calpesteranno, che rivedranno il colosseo con gli stessi occhi di un giapponese che non l’ho mai visto in vita sua. Roma ha soprattutto un fottuto bisogno di affetto. Vincano pure loro. La città è in ginocchio economicamente. Ma  quando anche l’ultimo reietto romano (potrei essere io) rimprovererà una persona che butta per strada una cicca, un pezzo di carta, o si schiferà a toni forti per  qualsiasi altro piccolo, piccolissimo solo apparentemente gesto vandalico commesso contro il bene della città comincerà reagire di nuovo, allora il vincitore sarà lui. Sarà lui, per un attimo, il sindaco di Roma.

alem3

salvo_franchina



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